La vasca di Roberto Tommasini. 7


La mia vasca è stata allestita nel dicembre del 2004, questa ha subito dal mese di dicembre 2007 uno stop forzato di un’anno e mezzo, durante il quale la vasca è stata fatta girare con le sole rocce vive illuminate solamente per 5 ore al giorno, qualche sporadico cambio d’acqua e nulla di più.

Nel novembre 2008 decido di riallestire il tutto e ripartire da zero conservando tutta la parte tecnica, a mio avviso di buon livello. Pertanto procedo svuotando la vasca, mettendo le rocce al buio per un mese in contenitori di plastica e pulendo a fondo tutta la vasca, il tempo libero infatti è quello che è…

La vasca è un ELOS System 120x50x50, il classico 300 lt. Al suo interno sono stati inseriti 50 kg di rocce vive di varia provenienza (Fiji, Indonesia, Heliopora blu). Contestualmente al riallestimento ho deciso di eliminare circa 30 kg di rocce per snellire un pochetto la rocciata. La prima difficoltà è stata quella di creare il layout… 50 cm di profondità per una vasca marina sono pochi, se aggiungiamo il fatto che l’acquario è visibile su 3 lati il
tutto diventa drammatico.

Una grossa mano me l’ha data il fatto di posizionare le rocce a vasca vuota, la comodità di poter mettere e togliere senza fare un lago a terra e sopratutto senza sentire la moglie imprecare non ha prezzo. Il dazio da pagare però è
stato ritrovarsi tutta la casa piena di taniche…

Ho provveduto poi al riempimento della vasca utilizzando l’acqua preparata alcuni giorni prima utilizzando sale Istant Ocean.

L’acqua osmotica ritengo essere un tassello fondamentale per il buon “funzionamento” di un’acquario. Per questo non ho badato a spese per l’impianto osmosi, utilizzo infatti un impianto Forwater Osmopure75xl alla cui configurazione base ho aggiunto un secondo post-filtro caricato con resine deionizzanti ad alte prestazioni. Questo impianto mi produce un’acqua osmotica ultrapura, la cui conducibilità elettrica specifica non sale mai oltre 1 us.

Una volta riempita la vasca ho provveduto a rivestire tutti i vetri con sacchi di nylon neri i modo da limitare il più possibile l’ingresso della luce diurna in vasca. Infatti da “vecchio” acquariofilo sono fermamente convinto della validità della teoria che prevede che il primo mese di vita della vasca sia da trascorrere al buio completo.

I test effettuati il giorno successivo pare mi abbiano dato ragione. Nonostante che le rocce provenissero da una vasca matura e non avessero subito lunghi viaggi i valori degli inquinanti erano alle stelle. I nitrati erano prossimi ai 100 mg/lt, i nitriti a 1 mg/lt mentre i fosfati sfioravano i 2,5 mg/lt.

Se avessi acceso da subito le luci un’invasione algale molto importante si sarebbe sviluppata in vasca con forti ripercussioni sulla maturazione della stessa.

Passato il primo mese di buio, trascorso con skimmer a pieno regime e pompe di movimento in abbondanza, gli inquinanti erano scesi in maniera significativamente.

I nitriti non erano più misurabili, i nitrati erano scesi a circa 25 mg/lt, ancora pericolosamente elevati i fosfati (valori prossimo ad 1 mg/lt). Alla luce di questi risultati ho effettuato un’abbondante cambio d’acqua (circa il 20%) ed inserito un filtro a letto fluido caricato con resine a base ferrosa. La buona attività batterica denitrificante presente
in vasca mi ha fatto desistere dall’inoculare ceppi batterici, la natura aveva fatto il suo corso e bastava solo pazientare per far quadrare il cerchio. Dopo un’ulteriore settimana di buio i fosfati, complice l’aiuto delle resine erano scesi a valori accettabili (sotto i 0,10 mg/lt), mentre i nitrati erano rimasti pressochè invariati.

Decido di togliere il nylon ed il filtro a letto fluido caricato con le resine e di iniziare il foto periodo con la prima ora di luce. Ogni sette giorni il fotoperiodo veniva incrementato di 1 ora. Arrivato a 5/6 ore di luce ho assistito alla comparsa di po di diatomee mentre le alghe verdi filamentose posso praticamente dire di non averle viste. Parallelamente al primo step del ciclo algale ho iniziato con il popolare la vasca con qualche paguro e lumache turbo in abbondanza, la vasca procedeva la sua maturazione in maniera soddisfacente.

Con i primi giorni del 2010 ho iniziato ad inserire i primi coralli SPS, per mia scelta ho introdotto in prevalenza talee di piccole dimensioni con il duplice scopo sia di contenere le spese di allestimento che per far si che l’acquario, una volta che le talee saranno cresciute abbia un’aspetto più naturale e meno posticcio.

Per dare un po più di movimento alla vasca e renderla all’occhio più dinamica ho inserito anche qualche LPS. Alcuni di questi però sono stato costretto ad allontanarli dalla vasca in quanto le spiccate condizioni di oligotroficità li portava gradualmente al deperimento.

Per quanto concerne la parte tecnica, dopo le numerose cantonate prese a causa di avventati consigli di negozianti poco onesti, con l’allestimento della mia attuale vasca ho deciso fin da subito di partire senza compromessi.

La schiumazione della vasca è affidata ad un datato ma altrettanto valido LG900 con doppia pompa di schiumazione Hydor Selz L45, schiumatoio che dovrò prossimamente e a malincuore sostituire in quanto le pompe sono diventate molto rumorose. Dopo quasi 7 anni di onorato servizio direi che a tutta ragione è arrivato il momento di mandare in pensione il “vecchio” LG900.

L’integrazione del calcio e dei carbonati, importantissima in un’acquario marino di barriera specie se densamente popolato di coralli SPS è affidata ad un reattore di calcio LG701SP caricato con sabbia corallina jumbo size Korallen Zuct. Il pH interno alla camera, impostato a 6.4 è controllato da un controller pH Milwaukee con sonda in vetro ricaricabile ed elettrovalvola, il cui compito è quello di intervenire bloccando il flusso di CO2 nel caso in cui il pH per un motivo o per un’altro scendesse al di sotto dei 6.3

Il flusso in uscita dal reattore è mantenuto costante dalla presenza di una pompa peristaltica Aquamedic AB1500, pompa a portata fissa di 25 cc/hr. Da quando ho montato questa pompa posso veramente dire di essermi scordato di aver in vasca il reattore. La taratura è mantenuta inalterata nel tempo e di conseguenza anche la triade in vasca non subisce forti scossoni.

A terminare l’allestimento della sump è la pompa di risalita EHEIM 1260, pompa assolutamente ineccepibile nel suo funzionamento e resa. Un’acquisto che io definisco eterno, da 7 anni gira 24h/24 e non ho mai dovuto sostituire ne l’alberino in ceramica, ne i gommini ne tanto meno la magneto-girante. Ad un riscaldatore Askoll Bio-Tronic da 300W è affidato l’importante  compito di riscaldare l’acqua durante i periodi invernali. All’esatto opposto nei periodi estivi la refrigerazione è affidata ad un Resun CL450, alimentato direttamente con un by-pass dalla pompa di risalita EHEIM 1260.

Il reintegro dell’acqua evaporata è affidato invece ad un osmoregolatore TUNZE, prodotto che anche questo reputo molto buono ed affidabile. In 7 anni, nonostante quello che si dica in giro non ho mai avuto nessun problema. Basta solo aver l’accortezza di pulire 1 o 2 volte all’anno il sensore di livello ottico immergendolo per un paio di ore in acqua ed aceto ed il gioco è fatto.

Per quanto riguarda l’illuminazione ho anche qui optato per un prodotto ELOS e nello specifico ad una plafoniera Aquaplanet II 2X250W HQI + 4 T5 da 39W. La mia scelta in questo caso è stata dettata anche e sopratutto da motivi di design più che per una mia convinzione che questa plafoniera abbia un qualcosa in più rispetto alle altre in commercio.

Al momento monto bulbi ELOS 10000K ma visto il costo e l’effetto ottico non di mio gradimento al prossimo cambio tornerò a montare delle economicissime Plusrite 14000K. Le lampade ad alogenuri metallici  sono “tagliate” da 2 tubi ATI Spezial Blue, 1 tubo ATI Blue Plus ed un tubo Korallen Zucht Purple Fiji.

Il movimento interno alla vasca è affidato a due pompe Tunze Turbelle Stream 6085 ciascuna dalla portata di 8500 lt/hr. Ammetto che il movimento è a dir poco esagerato nella mia vasca ed infatti non è stato nemmeno facile riuscire a trovare una sistemazione tale delle pompe che non desse fastidio a nessun animale presente in vasca.

Molta importanza è stata data anche al sistema di back-up e di telecontrollo. La vasca è collegata 24 ore su 24 ad un combinatore telefonico GSM che in caso di black-out avvisa 5 numeri telefonici tramite SMS e chiamata della mancanza di rete elettrica.

Allo stesso combinatore sono collegate due sonde di temperatura PT100 una posta in sump ed una in vasca. Il combinatore telefonico oltre alla mancanza di rete è opportunamente programmato per inviare un SMS di allerta qualora la temperatura cali al di sotto dei 24.0°C o superi i 28.5°C. Il combinatore inoltre può essere interrogato in qualsiasi momento tramite l’invio di un SMS con delle apposite stringhe di comandi. Il combinatore invierà in breve tempo al numero che ha effettuato l’interrogazione un SMS contenente tutti i dati della vasca.

Altro tassello fondamentale è la presenza di un gruppo di continuità da 2000Va, gruppo al quale è collegata una pompa di movimento. Nel caso in cui la corrente venisse a mancare l’UPS assicura il funzionamento della pompa per quasi 15 ore.

Anthias squamipinnis (Male).

Pseudocheilinus hexataenia.

La vasca come potete vedere dagli scatti fin qui eseguiti è allestita per ospitare in prevalenza coralli SPS con qualche “incursione” di coralli LPS. Il metodo di gestione è un “semplice” Berlinese puro che si può riassumere in schiumazione sovradimensionata, buon movimento, e molta luce.

Nella vasca non è inoltre presente nessun fondo sabbioso in quanto, specie dopo aver visto con i miei occhi quanto si era accumulato al suo interno nel precedente allestimento, personalmente lo ritengo pericolosissimo anche se è innegabile che questo dia al layout complessivo della vasca un’impatto molto più bello rispetto a quello dato dal vetro di fondo.

Dopo aver provato nel mio allestimento precedente sia il metodo Zeovit che Xqaua (con risultati molto soddisfacenti per quanto riguarda il metodo tedesco), attualmente conduco la vasca con una filosofia estremamente minimalista, vuoi per contenere i costi di gestione, ma anche e sopratutto perchè sono convinto che molte boccette siano create per fare felici gli acquariofili più che per dare un reale beneficio agli animali in vasca.

Questa mia filosofia si concretizza in cambi d’acqua settimanali in ragione del 7% utilizzando sali di varie marche e prediligendo comunque sali più “leggeri” piuttosto che sali molto carichi, proprio in conseguenza dei cambi d’acqua frequenti non effettuo alcuna integrazione di oligoelementi o elementi traccia. Non somministro integratori di ceppi batterici o zeolite.

Al più somministro al bisogno, ovvero quando vedo il colore dei coralli SPS più carico una dose dimezzata di Zeospur ed effettuo una filtrazione in estemporanea con carbone attivo con una frequenza del tutto irregolare.

Per quanto concerne l’alimentazione dei coralli dopo aver impiegato con successo per molti anni l’H&S Marine de Luxe a dosi dimezzate come unico elemento di nutrimento, da un paio di mesi sto provando un “pappone liquido” formulato con una mia ricetta che contiene tra l’altro al suo interno amminoacidi, omega3 ecc ecc… I risultati per il momento sono incoraggianti sopratutto perchè nella sua formulazione sono presenti nutrienti oltre che di vario tipo anche di varia dimensione.

L’alimentazione dei pesci invece è quanto più varia possibile, non conto più i vasetti di cibo in fiocchi o granuli che ho in casa. Somministro più volte al giorno piccole dosi di mangime in modo da poter accontentare tutti i pesci, tra tutti mi sento di consigliare il Cycloop Eeeze sia in fiocchi che in polvere. Grazie a questi due ultimi sono riuscito ad allevare e abituare al cibo artificiale nel corso della mia esperienza acquariofila specie anche molto delicate dal punto di vista dell’alimentazione come Anthias tuka, Anthias ventralis e molti altri.

Non somministro cibo surgelato di alcun genere, in quanto al basso apporto energetico va contrapposto l’elevato potere inquinante.

 In vasca sono ospitati circa 20 talee di SPS, e 8 esemplari di LPS. Non ho introdotto alcun soft coral ad esclusione di una grossa colonia di Zoanthus, un paio di Rhodactis verdi, un ciuffo di Briareum tutti cresciuti spontaneamente dalle rocce vive presenti in vasca.

In vasca sono inoltre presenti:

  • 2 Lysmata debelius
  • 4 Anthias squamipinnis
  • 2 Sychiropus splendidus (coppia).
  • 1 Paracanthurus hepatus
  • 1 Cnetochaetus striatus
  • 1 Neochirrites armatus
  • 1 Pseudocheilinus hexataenia


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